New! FIBROLISI MECCANICA™-Innovazione in Fisioterapia

New! FIBROLISI MECCANICA™-Innovazione in Fisioterapia

2015-06-24 10.12.23

La Fibrolisi meccanica™ (http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/) una tecnica Fisioterapica assolutamente innovativa che utilizza nello stesso trattamento tre mezzi meccanici differenti per trattare i tessuti molli:

  • Fibrolisori di recente acquisizione (ricavati da un’attenta elaborazione Ingegneristica biomedica delle logge fasciali):
    • Fibrolisori heavy
    • Fibrolisori soft
    • Specilli/stiletto
  • Vuoto meccanico (vacuum)
  • Vibrazione/Fibrolisore a vibrazione (Fisioviber)

La Fibrolisi Meccanica™ appartiene2015-06-24 10.10.23 per storia e per profilo al Fisioterapista:

  • il profilo professionale lo sostiene nei mezzi: il Fisioterapista utilizza terapia manuale e terapia fisica (somministrazione di energia elettrica, magnetica, luminosa, meccanica tramite degli strumenti) > la fibrolisi meccanica somministra energia meccanica tramite strumenti (fibrolisori, vacuum, vibrazione)
  • il primo Fisioterapista che per conoscenza storica comincio ad utilizzare strumenti per somministrare energia meccanica fu Kurt Ekman, seguì la tecnica francese del Crochetage, e variabili Spagnole, Italiane e d’oltre oceano tutte di matrice Fisioterapica

La Fibrolisi meccanica™ si propone di trattare i tessuti molli tramite mezzi fisici quali fibrolisori (ganci, specillo, lamine etc.) senza soluzione di continuo della cute, vibrazioni meccaniche e vacuum meccanico per rilasciare il sistema miofasciale, ridurre il dolore e veicolare il tessuto verso un naturale processo di guarigione.

La lesione miofasciale si può esprimere sul parenchima muscolare o sul network connettivale e riconosceremo:

  • lesione intraparenchimale muscolare
  • lesione connettivale
  • lesione mista

La lesione è generata da fattori meccanici e chimici.

Tra i fattori meccanici riconosciamo:

  • fattori traumatici (macro e microtraumatici)
  • lesione posturale

maggiori informazioni nei nostri corsi http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/)

La lesione connettivale si ripercuote a distanza perché il sistema connettivale (SC) è un network di comunicazione senza soluzione di continuo che riveste il parenchima muscolare e tutti gli organi che necessitano di sostegno.

Il trattamento di Fibrolisi meccanica non può prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche del collagene (profondamente trattato nei nostri corsi http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/):

  • meccaniche

  • piezo/piroelettriche

La qualità e la quantità dell’impulso generato dal fibrolisore, dal vuoto e da una specifica vibrazione condiziona la deposizione di fibre collagene e di elastina nei tessuti oltre a condizionare le caratteristiche di viscosità della sostanza fondamentale.

Il collagene è da interpretare come un sistema di comunicazione afferente ed efferente che procede dalla sostanza fondamentale al fibroblasta e dal fibroblasta alla sostanza fondamentale.

imageLA DEFORMAZIONE MECCANICA (PRESSIONE, TENSIONE, TORSIONE) O IL RISCALDAMENTO DELLA FIBRA COLLAGENE PRODUCE INFATTI PER EFFETTO PIEZO/PIROELETTRICO UNA DIFFERENZA DI POTENZIALE AI CAPI DELLA FIBRA STESSA.

Il sistema produttivo della fascia (fibroblasta), con particolare riferimento al sistema elasto/collagenico, risponderà allo stimolo meccanico con pattern estremamente variabili che si possono sintetizzare in quanto segue:

  • Stimoli meccanici continui, brevi, rapidi è deposizione di fibre collagene parallelo con addensamento tessutale
  • Stimoli meccanici continui, lunghi, lenti è deposizione di fibre collagene in serie con allungamento tessutale
  • Il rapido ritorno dalla fase di allungamento della fascia è deposizione di elastina in parallelo al collagene (la quantità depositata sarà direttamente proporzionale alla velocità dello stimolo)

Chiaramente le citate modifiche tessutali saranno rispettate se sarà concesso l’adeguato recupero al tessuto stimolato altrimenti si andrà in contro ad un fenomeno catabolico o di rottura.

La fascia reagisce tramite il sistema nervoso centrale e periferico utilizzando come afferenza il recettori corpuscolati le fibre recettive inglobate nel network fasciale:

  • Recettori del Golgi (giunzioni miotendinee, zone di inserzione delle aponeurosi, legamenti delle articolazioni periferiche, capsule articolari) è rispondono a stretch importanti con inibizione del tono muscolare
  • Corpuscoli del Pacini o Paciniformi (giunzione miotendinea, strati capsulari profondi, legamenti spinali) è rispondo a pressione e vibrazione informando sul senso di posizione
  • Corpuscoli del Ruffini (legamenti articolazioni periferiche, dura madre, strati capsulari superficiali) è rispondono a pressioni prolungate e stretching laterali inibendo il tono parasimpatico locale, aumentando il tono vagale
  • Recettori interstiziali del III° IV° tipo (si trovano in tutti i tessuti, all’interno del muscolo, molto abbondanti nel periostio)è rispondono sia a stimoli rapidi sia a stimoli lenti e profondi con variazione della permeabilità endoteliale

I relè lesionali miofasciali nella Fibrolisi Meccanica sono i distretti di maggior sofferenza del parenchima neuro/muscolo/connettivale comunemente denominati trigger point o tender point (a seconda della manifestazione clinica).

Breve disamina clinica dei trigger point attivi:

  • dolore e dolorabilità a riposo o con l’attivazione della catena miofasciale che include il trigger
  • riduce l’allungamento della catena miofasciale ospitante facilitando la faticabilità e la riduzione di forza della catena interessata
  • la compressione sul TrP riproduce i sintomi del paziente
  • il dolore provocato dal trigger è un dolore irradiato in aree anatomiche diverse che può risvegliare TrP secondari
  • ………………….

ulteriori info nei nostri corsi http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/

La FIBROLISI MECCANICA introduce una nuova modalità di trattamento, con mezzi fisici, dei tessuti molli che unisce:

  • trattamento compartimentale
  • trattamento degli spot tensili (aponeurosi e relè fasciali) e disfunzionali (TrP)

Teoria del trattamento compartimentale nella fibrolisi meccanica:

La teoria del trattamento compartimentale è essenziale e complementare nel trattamento dei tessuti molli, migliorando l’apporto si sostanze trofiche sull’area disfunzionale (TrP) e su tutta la fascia.

Prevede il trattamento dei grossi gruppi fasciali che ospitano la struttura muscolare per consentire un libero scivolamento della fascia che riveste un muscolo sul muscolo contiguo.

Fibrolisi meccanica

Fibrolisi

L’ipertonia, l’aumento della viscosità della MEC, la deposizione di fibre immature di fibrina cambia i pattern di scivolamento delle strutture muscolari adiacenti creando disordini reologici fluidici linfatici e vascolari e disordini di flusso elettrico e biochimico (prodromico, antidromico) neuronali.

La fascia profonda è la struttura su cui viene veicolato la maggior parte dell’intento manipolativo nella fibrolisi meccanica.

La fascia profonda è una membrana fibrosa di tessuto connettivo denso che riveste il parenchima muscolare senza soluzione di continuo con la struttura epimisialeperimisialeendomisiale e tendinea anche se individua caratteristiche meccaniche proprie che la differenziano dal rimanente contesto fasciale.

 

La fascia profonda è costituita da più strati di fibre (circa 6) sovrapposta dello spessore di circa 1 mm. Possiamo individuare due tipologie di lamine differenti all’interno della fascia profonda:

  • Lamina esterna e interna
  • Lamine centrali

fascia profondaLa lamina esterna e interna a caratteristiche meccaniche proprie di lassità e adattabilità:

  • simile all’epimisio
  • piccole fibre collagene frammiste ad abbondanti fibre elastiche in maniera disordinata in abbondante MEC
  • elevata capacità recettoriale ricca di corpsucoli di Pacini e Ruffini

 

 

Lamine interne:

  • tessuto simil-aponeuronico, composta di due o tre strati paralleli di fibre di collagene
  • un sottile strato di tessuto areolare permette ……….. ulteriori info http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/
  • i fasci di fibre di collagene paralleli che compongono questi strati risultano essere orientati….

Le caratteristiche meccaniche dei due tessuti consentono un estrema adattabilità della fascia a movimenti tridimensionali complessi garantendo il ruolo di capsula fibrosa rigida ma adattabile in grado di ospitare vasi, nervi e trasferire forze tensili. Il disequilibrio creato da un deficit tensile di origine macro/microtraumatico, un disordine di scivolamento tra strutture interromperà la corretta dinamica della fasci costituendo lo starter per la disfunzione/patologia miofasciale.

L’utilizzo del fibrolisore produce:

  • EFFETTO MECCANICO: l’ingresso tra i compartimenti miofasciali è molto più precisa e puntiforme consentendo un scollamento meccanico della miofascia decisamente più efficace rispetto alla mano.
  • EFFETTO RIFLESSO NEURO-MUSCOLARE: l’ingresso con superfice di varia dimensione e struttura consente l’elicitazione di riflessi cutanei, fasciali e muscolari a seconda della modalità applicativa a dal tipo di fibrolisore utilizzato
  • EFFETTO RIFLESSO NEURO-VASCOLARE: stiramento/torsione/forze di taglio, cicli di stiramento-rilasciamento della strutture vascolari provocano una vasodilatazione riflessa (per rilascio di NO monossido di azoto), biofeedback sul sistema para/ortosimpatico
  • EFFETTO ANTALGICO MIDOLLARE E SOTTOCORTICALE: cancello di Melzack e Wall, meccanismi endorfinici sottocorticali (Secondo il modello degli stati di modulazione dell’ipotalamo di Ernst Gellhorn la stimolazione dei recettori fasciali III IV provoca incremento nel tono vagale non solo innesca cambiamenti nelle attività del sistema nervoso autonomo e correlati organi interni, ma tende anche ad attivare il lobo anteriore dell’ipotalamo)
  • EFFETTO IMMUNITARIO: la stimolazione meccanica intensa e puntiforme provoca la migrazione di mastociti con secrezione di istamina ed eparina ad effetto vasoattivo per avviare il processo di migrazione degli altri elementi del sistema immunitario, tra cui i fibroblasti (per la rimodulazione del sistema fasciale).

Maggiori info sulla parte Neurofisiologica nei nostri corsi http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/

L’ingresso può essere:

  • extraparenchimale è trattamento fascia profonda/epimisio
  • intraparenchimale è trattamento fascia perimisio/ endomisio/miofibrilla

Lo stimolo meccanico può essere:

  • Stimolazione compartimentale:
    • Superficialeè stimolazione recettori cutanei, iperemia superficiale
    • Profondo è stimolazione recettori fasciali, iperemia profonda
    • Prolungato con ritorno lento sul limite tensile è stimolazione deposizione fibre collagene in serie
    • Prolungato con ritorno elastico è stimolazione deposizione fibre elastiche e connettivali in serie
    • Breve e rapido con con ritorno elastico è stimolazione deposizione fibre elastiche e connettivali in parallelo
  • Stimolazione spot tensili e algici:
    • Pressione mantenuta è iperemia reattiva e analgesia da cancello
    • Pressione scivolamento di taglio o lungo la fibra è iperemia da trazione meccanica vasale, decongestione linfatica locale, analgesia da cancello, stimolazione fibre elastiche in serie (scivolamento lungo la fibra) stimolazione fibre elastiche in parallelo (stimolazione di taglio alla fibra)

Fibrolisi

Con la premessa che lo studio delle superfici di contatto dei fibrolisori è in continua evoluzione, nella fibrolisi meccanica utilizzeremo 8 tipi di fibrolisori suddivisi in 3 gruppi:

  • GRUPPO I (GI): FIBROLISORI A LAMINA FINE E BASSA SUPERFICE DI CONTATTO (HEAVY FIBROLISI). Consentono un contatto su aree molto piccole, la lamine fine stimola in maniera importante i recettori cutanei richiede un impiego importante della mano libera dal fibrolisore a sostegno della tecnica per non irritare eccessivamente il paziente, ideale per il trattamento intraparenchimale perimisiale.
  • GRUPPO II (GII): FIBROLISORE A LAMINA SPESSA E ELEVATA SUPERFICE DI CONTATTO (SOFT FIBROLISI). Consentono un contatto su aree più ampie riuscendo a distribuire la superfice pressoria questo permette di raggiungere i recettori della fascia profonda forzando la manovra lasciando più spazio alla pressione esercitata dal gancio con minor impegno della mano controlaterale, Consente uno scollamento del compartimento fasciale profondo più efficace meno efficace nel trattamento perimisiale.
  • GRUPPO III (GIII): FIBROLISORE PUNTIFORME (SPECILLO/STILETTO). Utilizzato per raggiungere strutFibrolisi 3ture profonde e superficiali con superfice molto piccole (es: multifidi, interspinosi), utile per le pricking techniqueo per trattare strutture lineari e sottili (es:tendini, logge sinoviale tendinee delle estremità)

 

 

 

 

 

TRATTAMENTO CON VUOTO MECCANICO

Il vuoto meccanico è un ulteriore elemento utile nel trattamento della sindrome miofasciale funzionale sia nel trattamento compartimentale che nel trattamento a spot.

Il vuoto viene creato all’interno di una coppa di varie dimensioni con una pressione negativa che può arrivare -10 -15 mmhg.

La depressione tessutale consente:

  • scollamento verticale omogeneo del tessuto su uno spot ben definito senza interessare i tessuti circostanti
  • spread out  dei fattori dell’infiammazione che vengono diluiti su una superfice più ampia di tessuto
  • vasodilatazione meccanica arteriolare e venulare
  • diastasi dei ponti actomiosinici e delle unità sarcomeriche

Screenshot 2015-07-12 21.34.50

Il principio del vacuum deve rispettare come indicazione di massima il bilancio delle forze di… maggiori info nei nostri corsi http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/

 

 

 

 

 

 

PRECAUZIONI D’USO DEL VUOTO MECCANICO

…maggiori informazioni nei nostri corsi…

 

TRATTAMENTO CON VIBRAZIONI MECCANICHE (FISIOVIBER)

La vibrazione ottenuta da uno speciale transduttore meccanico ,Fisoviber©, studiato per interferire con i recettori della fascia profonda è un ulteriore elemento da contestualizzare nel trattamento con Fibrolisi meccanica™.

In letteratura troviamo due tipi di erogazione vibratile:

  • WHOLE BODY VIBRATION (WBV): lavorano in catena cinetica chiusa il sistema vibrante conduce la vibrazione che si distribuisce partendo da un estremo del sistema in serie e arrivando all’estremo opposto e viceversa. Ci sono alcuni dubbi sull’affidabilità di questo tipo di tecnica.
  • VIBRAZIONE LOCA2015-05-31 18.08.45 HDRLIZZATA: interessa un singolo o un gruppo di muscoli

La vibrazione produce rapide variazioni dalla lunghezza dei recettori muscolari, articolari e fasciali con eccitazione soprattutto delle afferenze Ia dei recettori fusali scatenando il riflesso tonico da vibrazione (RVT) ed eccitando un numero elevato di α motoneuroni e consentendo di reclutare fibre scarsamente attive.

Il che si traduce in aumento della forza contrattile dei muscoli sollecitati. Il RVT produce attivazione dei soli motoneuroni alfa e di conseguenza la contrazione delle sole fibre extrafusali. Si è visto che la contrazione volontaria associata alla vibrazione avrebbe un’ azione facilitatoria sul RVT in quanto si assocerebbe l’ attivazione dei motoneuroni gamma intrafusali rendendo i fusi neuromuscolari più sensibili alle vibrazioni. Questo è stato tradotto nella pratica associando una vibrazione su muscoli in contrazione isometrica o durante esercizi isogonici.

Lo stimolo vibratorio oltre che sul fuso sembrerebbe agire anche su organi tendinei del Golgi e sui centri nervosi superiori in modo da avere un miglioramento nel reclutamento muscolare.

Le vibrazioni hanno un effetto benefico su:

  • Metabolismo muscolare
  • Analgesia muscolare
  • 2015-05-31 18.07.54 HDRCircolazione locale
  • Formazione di tessuto osseo (a circa 30 Hz)
  • Secrezione di testosterone e GH e riduzione del cortisolo

Vibrazione meccano localizzata (VML)

La VML è un’oscillazione meccanica in ampiezza generata da un trasduttore meccanico applicato a singoli gruppi muscolari o distretti osteoarticolari. L’ampiezza dell’oscillazione determina la magnitudo della vibrazione e la velocità dei cicli di oscillazione determina la frequenza (in Hz).

 

Quindi, da un punto di vista biomeccanico abbiamo tre parametri che determinano una vibrazione: la frequenza (in Hz), l’ampiezza (in mm) e l’accelerazione (in g, con g=9.81m/sec2).

Il Fisioviber© possiede particolari caratteristiche di Frequenza/Magnitudo e particolari tools che fungono da fibrolisore ,da inserire sul trasduttore, che gli consentono di interferire in maniera specifica sui recettori della fascia profonda.. maggiori info nei nostri corsi http://corsi-ecm-fisioterapisti.it/fibrolisi/

Il nostro fibrolisore a vibrazione (Fisioviber) utilizzerà frequenze fissa di … la prevalenza di utilizzo in tecnica compartimentale rende il Fisioviber decisamente performante per la fascia ricca di recettori … Il Fisioviber genera anche un effetto analgesico/anestetico provocando una saturazione…

PRECAUZIONI D’USO NEL TRATTAMENTO CON FISIOVIBER

….maggiori info nei nostri corsi…..

I RED AND YELLOW FIELD sono zone interdette (RED ZONE) al trattamento con Fibrolisi Meccanica o in cui bisogna porre particolare attenzione (YELLOW ZONE).

RED ZONE:

  • Triangolo carotideo
  • Cartilagine cricotiroidea
  • Punti di accesso alla…
  • ……………….

YELLOW FIELD :

  • Setto intermuscolare interno del braccio
  • Trigono clavipettorale
  • Doccia dell’ulnare
  • Doccia del…
  • ………………
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